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Cui prodest?

Recentemente, una giovanissima collega mi ha chiesto in prestito il "mio materiale": sarebbe quell'insieme di lavori, riflessioni, mappe cognitive, griglie di valutazione, proposte ed esperienze didattiche che ogni insegnante ha (dovrebbe aver) fatto e conservato nel corso della professione.

Questo "materiale" non viene elaborato e conservato perchè qualcun altro se ne serva. Serve all'insegnante che lo ha prodotto, una specie di brogliaccio che dura tanto quanto dura la vita lavorativa del docente, che cambia continuamente, che si arricchisce o diminuisce di volume per rigetto di parti obsolete e ormai inutili.

Poi é ovvio, o quasi, che una volta in pensione, tutto 'sto malloppo non lo butti:
lo tieni lì da parte, un po' perché é un pezzo importante del passato, un po' perché può arrivare una giovane collega a chiedertelo in prestito.

La giovane collega é stata sinceramente soddisfatta di aver potuto accedere alla biblioteca del mio passato lavorativo, dice che le é servito molto.
E vorrei vedere! Tutto serve: anche la buccia dell'arancia per profumare la cucina.

Ma se dell' ISTRUZIONE  non gliene importa più nulla a nessuno, a chi ha giovato e a chi giova? Cui prodest? Sono solo foglie secche per l'erbario di una ragazza volonterosa, amica di un'anziana che volonterosa lo é stata, e assai.

Pubblicato il 5/3/2010 alle 14.17 nella rubrica RIFLESSIONI.

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